La Bagnante: rappresentazione di una bellezza eterna.

La donna di Emilio Greco tra sacro e profano.

La Bagnante è una delle opere più famose di Emilio Greco. Datata 1959, è adesso conservata presso la Pinacoteca Nazionale cosentina di Palazzo Arnone.

La Bagnante

Nella scultura di Emilio Greco il tema della bagnante è un tema molto ricorrente a partire dal 1956. Dello scultore risalta la sua predilezione per la figura femminile di cui esalta con raffinatezza l’aggraziata sensualità. La fonte principale è proprio l’arte classica a cui guarda con particolare attenzione. Egli prende spunto dalle veneri preistoriche, stilizzate e formose; le Afroditi greche perfette e sinuose e le baccanali romane, eleganti e seduttive. Studia la classicità ma con un occhio sempre attento alla modernità.

Il corpo della donna ritratta si pone dritto, quasi accennando dei passi. Con movenze teatrali la figura si muove in uno spazio statico e con una mimica controllata. La Bagnante è la versione moderna della Venere, simbolo del fascino e dell’amore.

Greco attraverso l’immagine della donna-venere vuole racchiudere due identità: l’Amor Sacro e l’Amor Profano immortalato da Tiziano, in cui la nudità rappresenta proprio l’Amore spirituale. Ma la donna è anche la madre universale.

Nei personaggi delle sue statue e dei suoi disegni, Greco coglie una bellezza antica, che non sfiorisce mai. L’artista è come se rappresentasse sempre un’entità universale, cercando un’unione fra la descrizione di una donna particolare e l’idea stessa della donna.