Raccontiamo la vita di Emilio Greco

Chi è Emilio Greco?

Emilio Greco (Catania,11 ottobre 1913 – Roma, Aprile 1995) è stato uno scultore e scrittore italiano.

Affacciandosi da una grata dal Palazzo Biscari , osservava incantato i resti delle strutture greco-romane che lo condizionarono nella passione per la scultura antica.
Iniziò tredicenne a lavorare come apprendista scalpellino nella ditta edile di un architetto locale che si occupava principalmente di restauro e realizzazione di monumenti civici.
La Catania del tempo non riuscì a dargli lo spazio che meritava, in quanto  ”
per i giovani la possibilità di esporre opere d’arte si limitava a qualche rara mostra sindacale”.

Fra gli anni ’30 e ’40 Emilio Greco completa la sua preparazione artistica frequentando l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Partecipò ad alcune battaglie coloniali e seguì passivamente a Roma gli avvenimenti della seconda guerra mondiale… Qui è stato titolare della cattedra di scultura nell’Accademia di Belle Arti.
Negli anni ’40 Greco si appassiona ai ritratti, passa quindici giorni a Parigi e dopo un po’ di tempo riesce a disporre di uno spazio (a Villa Massimo) dove può lavorare su sculture di grandi dimensioni.
La progressione della fama dello scultore è impressionate, come è impressionante la mole di lavoro che Emilio Greco riesce ad accumulare fra terrecotte, sculture in marmo, anche grandi, ritratti e molti disegni che entrano nelle maggiori esposizioni italiane, francesi e tedesche.

Nel 1955 ottiene la cattedra di scultura all’Accademia di Napoli, dove insegnerà fino al 1967, intanto espone a Londra, a Venezia e St. Louis e lavora al Monumento a Pinocchio, ottenendo una grandissima popolarità. Poetico il suo ciclo delle Grandi bagnanti e i suoi ritratti di giovani donne.
È anche autore del Monumento a Papa Giovanni XXIII in
San Pietro e delle Porte del Duomo di Orvieto (1970).
Il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Puškin di Mosca gli dedicarono una sala di sculture e opere grafiche.
Nel 1974 il museo all’aria aperta di Hakone gli dedicò una zona permanente chiamata “Giardino di Greco” (o “Greco Garden“).
A Catania, il museo dedicatogli offre una collezione di numerose litografie e acqueforti.
Fu un assiduo viaggiatore e viene attualmente considerato uno dei più grandi scultori del Novecento.

Attraverso uno dei suoi versi è possibile intuire il suo profondo interesse per la scultura “FORSE NON FU VANO AMARCI SE LA TUA IMMAGINE ETERNAMENTE VIVRÀ NEL BRONZO …” in una sua intervista, citando gli scritti di Giacinto Spagnoletti, affermava che l’orgoglio supera qualsiasi altro sentimento umano, poiché è seguito dal godimento dell’atto creativo; anche se quest’ultimo è spesso amaramente sopraffatto dal dubbio e dall’autocritica verso l’opera terminata.